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International support to the historical minority languages and cultures of Friuli Venezia Giulia (Italy)
Our colleagues from Friuli Venezia Giulia need local, nacional and international support to improve the futur legislation for the protection and promotion of the historical minority languages and cultures of the Region.
The Centre for International Plurilingualism adresses this letter to the international community:
Our Region Friuli Venezia Giulia, Italy - was given the responsibility, for the first time, to legislate for the protection and the promotion of the historical minority languages and cultures ( the Friulian, the German and the Slovene) which characterize our territory.The bill presented by the regional government envisages measures which are even below the level of protection existing in the law n.482 voted by the Italian Parliament in 1999. Emendements have been presented by Com 482 ( a Committee of the main cultural associations of the minorities ) and by ARLeF ( the Regional Agency for the Friulian Language ) but the attitude is quite hostile.We therefore are asking for support to campaign for the improvement of the bill before it is put to the final vote. Enclosed you will find a petition in Friulian and Italian requesting minority languages and cultures to be included in the curricula of compulsory education plus CLIL ( Content and Language Integrated Learning ) procedures used also in teaching/ learning the minority languages and the optional inclusion in secondary schools , higher and adult education; the institutional use of minority languages and in radio and TV programmes. We would be very grateful if you could kindly suscribe it sending me your name and surname, place of residence and occupation.We need local, national and international support. I thank you in advance and I send you my very best regards, Silvana Schiavi Fachin Centre for International Plurilingualism University of Udine Via Mazzini, 3 33100 UDINE, Italy Tel .+ 39 0432 556460 PER LA DIGNITÀ E LAVVENIRE DELLA LINGUA FRIULANA PER I DIRITTI DI TUTTE/ TUTTI A undici anni di distanza dalladozione della Legge Regionale n.15 del 1996 e a quasi otto dallapprovazione della Legge 482 del 1999, i tempi erano e sono maturi per un provvedimento da parte dellAmministrazione regionale del Friuli Venezia Giulia che prenda in considerazione con serietà limportante argomento dei diritti linguistici dei cittadini appartenenti alla comunità linguistica friulana. Un provvedimento che comporti il coordinamento e la razionalizzazione delle norme esistenti in materia, con il fine di rendere certa ed efficace la tutela, tenendo conto del dettato costituzionale e dei documenti di indirizzo sia dellUnione Europea sia del Consiglio dEuropa. E che consideri inoltre il carattere fondativo della presenza della comunità di lingua friulana per la stessa esistenza della Regione autonoma a statuto speciale Friuli Venezia Giulia. Disgraziatamente, proprio al termine di un iter che faceva ben sperare, la Giunta regionale ha licenziato un disegno di legge che entra in piena contraddizione con le necessità sopra evidenziate, nonché con le linee guida precedentemente approvate e con il testo consegnato dalla Commissione di esperti, chiamati a predisporlo. Tale Ddl appare chiaramente incostituzionale in alcune sue parti e mancante di coerenza interna; si è intervenuti con il metodo del taglia e incolla modificando un testo, quello della Commissione di esperti, costruito in maniera coerente e meditata. Si è inoltre proceduto con linatteso cedimento ad unimpostazione che unisce allignoranza provinciale, verniciata di tecnocrazia ed efficientismo, uno sciovinismo che non riesce a concepire il pluralismo linguistico e culturale. Altro che risoluzioni del Parlamento europeo, altro che Carta Europea della Lingue regionali o minoritarie o Convenzione quadro delle minoranze nazionali! Qui siamo alla solita cultura da Italietta dellOtto-Novecento. Dal punto di vista funzionale non uno dei problemi presenti, cominciando da quello scolastico, sono risolti con questo testo. Al contrario alla confusione si aggiunge confusione: nella scuola, nei pubblici uffici, nel campo dei media, ecc.. Si ignora la possibilità di fare della lingua friulana un elemento di innovazione, creando professionalità e posti di lavoro qualificati. Il quadro generale prospettato è addirittura quello di un arretramento, di una messa in discussione degli elementi di politica linguistica avviati in questi dieci anni: si depotenzia perfino la norma relativa alluso della grafia ufficiale. Tutto ciò subordinando pesantemente le scelte di politica linguistica, che comportano una serie di conoscenze specifiche, alle variazioni della politica tout court, poiché lorganismo di politica linguistica sarebbe la stessa Giunta regionale. Qualsiasi riferimento al modello gallese, dichiarato come ispiratore di questo testo può persino apparire provocatorio per chi davvero conosce gli eccellenti risultati conseguiti dalla politica linguistica in Galles Infine, se è vero, come è vero e come è stato dichiarato dai massimi esponenti della Giunta, che le lingue friulana, slovena e germanica costituiscono fondamento dell'autonomia e specialità regionale, una legge congegnata in questo modo costituisce unattacco diretto ai motivi che rendono plausibile lesistenza del Friuli Venezia Giulia; sia perché ne mina la coesione sociale, sia perché toglie argomenti per contraddire chi non vede motivazioni reali per il mantenimento della sua specialità nel quadro delle regioni italiane. Tuttavia saggezza vuole che dalle decisioni sbagliate si possa tornare indietro, cancellando questo Ddl. Il testo consegnato dalla Commissione di esperti è un buon testo, né visionario né oltranzista; alla Giunta e a tutte le forze politiche diciamo che da questo si deve ripartire, per migliorarlo e renderlo più efficace, considerando anche gli aspetti innovativi contenuti nelle proposte di legge sulla scuola presentate alla VI Commissione e tenendo presente la sua finalità: la tutela e la promozione della lingua friulana. Alle democratiche e ai democratici di ogni paese e località, a chi ha a cuore, assieme a tutti i diritti, i diritti linguistici, indipendentemente dalla sua lingua materna o duso, chiediamo di sottoscrivere questo appello, scaricarlo da Internet, farne copia, discuterlo in pubblico. Assieme, faremo un buon servizio al pluralismo linguistico, patrimonio prezioso di tutta lumanità. com482@libero.it Comitât Odbor Komitat Comitato 482 com482@libero.it
http://web.uniud.it/cip/home_e.html
Date of creation: July 18th 2007


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